Lo statuto

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE di VOLONTARIATO – TRENTINO FOR TIBET

Art. 1 (denominazione e sede)

  1. Ai sensi della legge n.266 del 1991 e delle norme del Codice Civile in materia di associazioni è costituita l’associazione di volontariato denominata “TRENTINO FOR TIBET”.
  2. L’associazione ha sede in Provincia di Trento nel comune di Trento: opera nel territorio del Trentino; essa intende operare anche nei territorio italiano e nei territori dei paesi destinatari dei progetti di cooperazione e solidarietà internazionale.
  3. L’associazione prosegue l’attività già svolta dai propri soci in Trentino tramite le Associazioni Italia Tibet e Universal Education, specificata all’art.3 comma 2.

Art. 2 (natura e limiti)

  1. L’associazione di volontariato “TRENTINO FOR TIBET” è disciplinata dal presente statuto.
  2. Lo statuto vincola alla sua osservanza gli aderenti all’associazione.
  3. L’assemblea potrà approvare un regolamento per disciplinare, in armonia con lo statuto, ulteriori aspetti relativi al funzionamento e all’attività del gruppo.

Art. 3 (scopi)

  1. L’associazione di volontariato “TRENTINO FOR TIBET” persegue esclusivamente fini di solidarietà sociale, e non persegue scopi di lucro.
  2. Le specifiche finalità dell’associazione di volontariato sono:

a) la solidarietà internazionale;

b) la cooperazione allo sviluppo;

c) gli aiuti umanitari ai paesi in via di sviluppo e in particolare alle comunità tibetane;

d) la sensibilizzazione sulle tematiche della solidarietà internazionale nei confronti della comunità trentina;

e) la promozione della conoscenza della cultura tibetana; il sostegno alla lotta per la libertà e l’autonomia del popolo tibetano, anche attraverso la sensibilizzazione delle istituzioni a partire da quelle espressione dell’Autonomia del Trentino e del Sudtirolo; la diffusione del messaggio spirituale e di pace del Dalai Lama e della nonviolenza, il sostegno al Parlamento e al governo tibetano in esilio;

f) la realizzazione e la prosecuzione di progetti di cooperazione e delle iniziative a sostegno del popolo tibetano, avviati in Trentino, a partire dalla visita del Dalai Lama in Trentino nel 2001, dai soci fondatori attraverso l’Associazione Italia Tibet e l’Associazione Universal Education, nonché la partecipazione alle iniziative promosse e/o condivise con l’Associazione Italia Tibet;

g) l’amicizia e la cooperazione con la comunità tibetana.

  1. Per raggiungere gli scopi suddetti l’associazione potrà svolgere le seguenti attività:

a) iniziative di informazione e sensibilizzazione della popolazione e delle istituzioni dell’Autonomia, organizzazione di eventi, convegni, dibattiti, mostre, anche in collaborazione con privati, associazioni, enti ed istituzioni;

b) organizzazione di feste, concerti, cene benefiche e iniziative similari al fine di raccogliere fondi a sostegno della Associazione e dei progetti di cooperazione;

c) attività informativa e formativa, gestione di siti e blog e produzione di opuscoli informativi, libri, materiale audio e video, e gadget inerenti agli scopi della associazione;

d) attività commerciali e produttive marginali così come dal D.M. 25/5/1995.

  1. Le attività di cui all’art. 3 sono svolte dall’associazione prevalentemente tramite le prestazioni dei propri aderenti. L’attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, analiticamente documentate e preventivamente autorizzate dal consiglio direttivo.
  2. L’associazione può, in esclusivo riferimento a soggetti terzi, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, sempre che l’apporto del personale volontario permanga rilevante.

Art. 4 (aderenti)

  1. Possono aderire all’associazione tutte le persone che, mosse da spirito di solidarietà, ne condividano le finalità.
  2. L’ordinamento interno dell’associazione è ispirato da criteri di democraticità ed uguaglianza di tutti gli associati.
  3. L’ammissione è deliberata, su domanda del richiedente, dal direttivo. L’eventuale diniego deve essere motivato e contro di esso è possibile proporre appello alla prima assemblea utile.
  4. L’adesione alla associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo in ogni caso il diritto al recesso.
  5. Il socio decade per recesso, decesso, morosità nel versamento della quota protrattasi per 6 mesi dalla scadenza prevista, o per esclusione deliberata dal Consiglio direttivo.
  6. L’aderente all’associazione che contravviene ai doveri stabiliti dallo statuto, può essere escluso dall’associazione con deliberazione del direttivo e secondo quanto stabilito dal regolamento. Avverso la esclusione è possibile proporre appello alla prima assemblea utile.
  7. Le quote e i contributi associativi non sono rivalutabili ne’ sono trasmissibili ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte.

Art. 5 (diritti dei soci)

  1. Gli aderenti hanno diritto di partecipare alla vita sociale e il diritto di voto in assemblea.
  2. Hanno diritto di eleggere gli organi dell’associazione e di essere eletti.
  3. Essi hanno i diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dallo statuto.

 

Art. 6 (doveri dei soci)

  1. Gli aderenti all’associazione devono condividere l’oggetto, rispettare lo statuto e corrispondere la quota associativa annuale nella misura e nei termini fissati dal Consiglio direttivo.
  2. Devono svolgere la propria attività in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro.
  3. Il comportamento verso gli altri soci e verso l’esterno dell’associazione è animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza e buona fede.

 

Art. 7 (organi)

  1. Gli organi dell’associazione sono: l’assemblea, il consiglio direttivo, il presidente.
  2. Le cariche sociali sono elettive e sono svolte a titolo gratuito, salvo il riconoscimento delle spese sostenute se preventivamente autorizzate.

 

Art. 8 (assemblea)

  1. L’assemblea è composta da tutti gli aderenti all’associazione in regola con il versamento della quota associativa annuale, ed è presieduta dal presidente dell’associazione.
  2. L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio, e può essere convocata a richiesta di un quinto degli aderenti.
  3. Il presidente convoca l’assemblea con avviso scritto ai soci inviato almeno dieci giorni prima con indicazione degli argomenti da trattare.
  4. L’assemblea svolge i seguenti compiti:
  • adotta le linee programmatiche e di attività dell’associazione;
  • approva il rendiconto consuntivo;
  • elegge le cariche sociali;
  • approva gli eventuali regolamenti;
  • delibera sui ricorsi avverso i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione dall’Associazione;
  • discute e decide su tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno;
  • approva, in forma straordinaria, le modifiche allo Statuto e lo scioglimento della Associazione.
  1. Le discussioni e le deliberazioni dell’assemblea sono riassunte in un verbale sottoscritto dal presidente e dal verbalizzante.

 

Art. 9 (validità dell’assemblea)

  1. L’assemblea ordinaria è validamente costituita, in prima convocazione, con la presenza di almeno la metà degli associati; in seconda convocazione, che deve avvenire almeno il giorno successivo alla prima, è validamente costituita con qualsiasi numero di associati presenti.
  2. L’assemblea delibera a maggioranza di voti degli associati presenti.
  3. Per le modificazioni allo statuto, l’assemblea straordinaria in prima convocazione delibera in presenza di almeno 2/3 degli associati e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è necessaria la presenza di almeno la metà degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
  4. Per lo scioglimento della associazione e la devoluzione del patrimonio l’assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno i ¾ degli associati.
  5. Ogni socio può essere delegato a rappresentare un solo altro socio.

 

 

Art. 10 (consiglio direttivo)

  1. Il consiglio direttivo è composto di sette membri compreso il presidente, eletti dall’assemblea tra gli aderenti e dura in carica per il periodo di tre anni.
  2. Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, salvo quanto è riservato alla competenza dell’Assemblea dalla legge e dal presente Statuto.
  3. Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più dei componenti il Consiglio Direttivo decadano dall’incarico prima della scadenza del mandato, il Consiglio provvede alla sua sostituzione attingendo alla graduatoria dei primi dei non eletti, che rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio. Nell’impossibilità di attuare detta modalità, il Consiglio Direttivo convoca l’Assemblea per l’elezione dei mancanti. I consiglieri cooptati o sostituiti rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.
  4. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta il Presidente stesso lo ritenga opportuno o ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri.
  5. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente. Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.
  6. Il Consiglio Direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

 

Art. 11 (presidente)

  1. Il presidente è eletto dall’assemblea tra i suoi componenti.
  2. Il presidente dura in carica tre anni ed è rieleggibile.
  3. Il presidente è il rappresentante legale dell’associazione e compie tutti gli atti giuridici che impegnano l’organizzazione.
  4. Può essere revocato dalla Assemblea, con la stessa maggioranza prevista per la sua nomina, e in caso di assenza o impedimento è sostituito dal vicepresidente.
  5. Il Presidente provvede alla convocazione dell’Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo e li presiede. Cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e, in caso d’urgenza, ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva che egli dovrà contestualmente convocare.
  6. Può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o soci con procura generale o speciale.

Art. 12 (risorse economiche)

  1. Le risorse economiche dell’organizzazione sono costituite da:

a) beni, immobili e mobili, donazioni e lasciti;

b) quote sociali e contributi degli aderenti;

c) contributi di privati;

d) contributi di enti o istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche attività e progetti;

e) rimborsi derivanti da convenzioni;

f) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.

Art. 13 (bilancio)

  1. Il bilancio dell’associazione è annuale, e coincide con l’anno solare.
  2. Il bilancio consuntivo contiene tutte le entrate e le spese relative al periodo di un anno.
  3. Il bilancio viene elaborato dal direttivo e sottoposto, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, all’assemblea per l’approvazione.
  4. E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, gli utili o gli avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della associazione, salvo che non sia imposto dalla legge. Utili e avanzi di gestione vanno impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Art. 14 (modifiche statutarie)

  1. Le modifiche al presente statuto sono disciplinate dall’art. 9. Il mutamento della sede sociale all’interno dello stesso Comune non comporta modifica statutaria.

Art. 15 (scioglimento)

  1. In caso di scioglimento l’assemblea straordinaria nominerà un liquidatore. Effettuata la liquidazione, i beni residui saranno devoluti ad altra organizzazione di volontariato operante in settore analogo o similare.

Art. 16 (rinvio)

  1. Per quanto non previsto dal presente statuto si applica la legge 266/1991, e le norme del codice civile che regolano le associazioni non riconosciute, nonché le norme in materia di volontariato e le altre leggi in quanto applicabili.